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mercoledì, Gennaio 14, 2026

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Gasunie completa la prima sezione della rete a idrogeno olandese

La prospettiva di Rotterdam come principale hub europeo dell’idrogeno si fa sempre più concreta. Ad inizio gennaio, l’operatore Gasunie, attraverso la sua controllata Hynetwork, ha quasi portato a termine la costruzione della prima sezione della rete a idrogeno olandese, un gasdotto di 32 Km che collegherà il sito produttivo di Maasvlakte – un elettrolizzatore da 200 MW che Shell dovrebbe avviare entro la fine del 2026 – ai consumatori industriali presenti nell’area portuale di Rotterdam.

Leggi anche: AquaVentus e Hydrogen Scotland puntano a un corridoio dell’idrogeno verde tra Scozia e Germania.

La nuova pipeline si sviluppa parallelamente all’autostrada A15 in un ampio corridoio di gasdotti che comprende anche altre infrastrutture energetiche, tra cui il gasdotto per l’anidride carbonica del progetto CCS Porthos. La capacità di trasporto è di circa 1,2 milioni di tonnellate all’anno molto al di sopra dell’attuale domanda di idrogeno prevista, ovvero 500.000 tonnellate annue. Una scelta deliberata che Mark Stoelinga, Responsabile dell’Energia e delle Infrastrutture presso l’Autorità Portuale di Rotterdam, giustifica così: “Vuoi costruire per crescere. Se adatti le infrastrutture alla domanda attuale, domani ti troverai ad affrontare nuove limitazioni”.

Nella fase iniziale, la rete si concentrerà nell’area portuale di Rotterdam, con la possibilità di collegare progressivamente le aziende tramite diramazioni man mano che saranno pronte a utilizzare o produrre idrogeno sostenibile. In una fase successiva, invece, i diversi cluster industriali dei Paesi Bassi saranno interconnessi: secondo il piano di sviluppo di Hynetwork, l’intera rete sarà completata non oltre il 2033. In prospettiva, l’infrastruttura sarà estesa anche ai poli industriali di Germania e Belgio, nell’ambito del Corridoio del Delta del Reno.

L’idrogeno verde che Shell produrrà a Maasvlakte passerà attraverso il gasdotto Hynetwork fino alla raffineria Pernis, di Shell. Invece di utilizzare idrogeno grigio – prodotto dal gas naturale – Shell utilizzerà idrogeno verde per raffinare parte del suo petrolio greggio, riducendo significativamente il livello di CO2 emessa.

La domanda di idrogeno a Rotterdam è particolarmente elevata. “Nell’area portuale operano circa 3.000 aziende, di cui una ventina sono grandi utilizzatrici di idrogeno”, spiega Stoelinga. “Queste 20 realtà – tra raffinerie, produttori di fertilizzanti e impianti chimici – consumano complessivamente circa 500.000 tonnellate di idrogeno all’anno”. Il gasdotto rappresenta quindi un tassello fondamentale per far si che il mercato europeo decolli. Il suo successo però dipenderà molto dalle regolamentazioni, dallo sviluppo del mercato e dalla cooperazione tra imprese e enti governativi.

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