Serdar Berdimuhamedov, presidente del Turkmenistan, ha dato il via libera all’agenda energetica 2026, che prevede – tra i principali interventi infrastrutturali – il completamento di una sezione del gasdotto strategico Turkmenistan–Afghanistan–Pakistan–India (TAPI). Il segmento in questione è quello compreso tra Serhetabat (Turkmenistan) e Herat (Afghanistan).
Nell’ambito dell’agenda 2026, le aziende statali Turkmengas e Turkmennebit puntano a potenziare lo sviluppo dei giacimenti, incrementare la produzione di gas naturale, petrolio e condensati, ampliare la capacità di GNL e aumentare le esportazioni verso i mercati internazionali. Il piano prevede anche una raffinazione più avanzata del greggio e una maggiore disponibilità di prodotti petroliferi per il mercato interno ed estero. Turkmengeology è incaricata di intensificare le attività esplorative, individuare nuove formazioni di petrolio e gas e introdurre tecnologie digitali e innovative nelle operazioni upstream.
Il gasdotto TAPI
Concepito originariamente negli anni ’90, il gasdotto TAPI partirà dal giacimento gas di Galkynysh, in Turkmenistan, trasportando al confine tra Pakistan e India 27 miliardi di metri cubi di gas all’anno, incrementabili a 33 bcm/a dopo il primo anno di attività. Secondo i dati del Global Energy Monitor, Pakistan e India dovrebbero acquistare ciascuno il 42% del gas prodotto, per un valore stimato di circa 14 miliardi di dollari, mentre all’Afghanistan spetterebbe il 16%, pari a circa 5,11 miliardi di dollari. In base all’accordo, Kabul incasserà inoltre 400 milioni di dollari come tariffa di transito.

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