
Valves and pipelines are seen at a gas compressor station on the Slovakia-Ukraine border in Velke Kapusany September 2, 2014. Ukraine had begun test imports of gas from Slovakia in August via an upgraded pipeline, as the country tries to secure greater energy independence from Russia. REUTERS/David W Cerny (SLOVAKIA - Tags: BUSINESS POLITICS ENERGY)
Le forniture di gas russo all’Europa sono calate vistosamente a settembre a causa di un fattore estemporaneo, torneranno a crescere da ottobre in poi ma per l’intero 2020 si fermeranno a livelli ben inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente.
A tracciare il quadro del flusso di metano che dalla Russia raggiunge il vecchio continente è S&P Global Platts Analytics, secondo cui il mese scorso, per le quattro principali rotte che sono Nord Stream, Yamal-Europa, Ucraina e TurkStream, sono transitati 10,52 Bcm (billion cubic meters) di gas, ovvero il 5,7% in meno rispetto ad agosto 2020.
La ragione è relativa al continuo utilizzo del ‘virtual reverse flow’ del punto di interconnessione Velke Kapusany tra Ucraina e Slovacchia, che è stato pari in media a 57 milioni di metri cubi al giorno a settembre e ha ridotto il volume di gas russo entrato in Europa.
Si tratta però, secondo Platts, di una situazione che non influirà più sul transito nei mesi a venire: già ad ottobre (come nel resto dell’anno) infatti, a causa della scarsa domanda, il virtual reverse flow non verrà più utilizzato e quindi i volumi di metano consegnato a Occidente torneranno a livelli più elevati.
Ripresa che tuttavia non basterà a compensare la debolezza dei mesi precedenti: tra gennaio e settembre 2020 – a causa di vari fattori tra cui inverno mite, alti livelli di stoccaggio, prezzi bassi e domanda ai minimi e causa del coronavirus – la Russia ha venduto in Europa solo 96,65 Bcm di gas, il 22,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.
Ora le consegne stanno tornando a viaggiare a ritmi più sostenuti e Gazprom è fiduciosa di poter chiudere il 2020 con volumi globali pari a 170 Bcm. Cifra che supera le precedenti previsioni per l’anno in corso, ferme a 166 Bcm, pur restando ben lontana dai 199,3 Bcm del 2019.