• Annuncio creato il 26/11/2020 16:09 - Pipeline News -  -
  • [titolo] - [nome_sito] -  - [categorie] 4

  • Annuncio creato il 26/11/2020 16:09 - Pipeline News -  -
  • [titolo] - [nome_sito] -  - [categorie] 4

  • [titolo] - [nome_sito] -  - [categorie] 1
  • [titolo] - [nome_sito] -  - [categorie] 2

  • [titolo] - [nome_sito] -  - [categorie] 2
  • [titolo] - [nome_sito] -  - [categorie] 1

giovedì, Febbraio 25, 2021

POLONIA IN PRESSING SU BERLINO PER LE SANZIONI AL NORD STREAM 2

Must read

Tesmec: il calo del 2020 (causa Covid) rispetta le attese, portafoglio ordini in crescita

Il gruppo italiano Tesmec leader nel mercato delle tecnologie dedicate alle infrastrutture (reti aeree interrate e ferroviarie) per il trasporto di energia elettrica, di...

La Germania sta già studiando il ‘phase out’ del gas naturale dal settore del riscaldamento

La Germania dovrà prepararsi a dire addio al gas naturale per il riscaldamento molto presto, già entro pochi anni. Ne è convinto il Ministro tedesco...

Snam alla ricerca di una FSRU da installare al largo della Sardegna

Snam avrebbe avviato una ricerca di mercato, propedeutica all’avvio di una procedura di gara vera e propria prevista per il mese prossimo, per la...

A gennaio il 20% del gas arrivato in Italia col TAP è stato ri-esportato verso altri mercati

Da inizio anno il nuovo gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) è entrato in attività, consentendo all’Italia di importare gas dall’Azerbaijan ma rendendo anche il...

Cresce la tensione attorno alla questione del Nord Stream 2, il gasdotto che Gazprom dovrebbe riuscire a completare a breve (dopo i ritardi causati dalle sanzioni americane) per raddoppiare la propria capacità di consegnare gas all’Europa settentrionale.

La nuova condotta dovrebbe concludere il proprio percorso in Germania, Paese da sempre sostenitore di questa infrastruttura, al contrario di altri Stati europei come la Polonia, convinta che la pipeline non farà altro che aggravare la già forte dipendenza energetica (e quindi anche geopolitica) del Vecchio Continente dalla Russia.

Ma a sparigliare le carte in tavola è intervenuto il caso dell’avvelenamento del dissidente russo Aleksei Navalny, che molti attribuiscono ad ambienti quantomeno ‘vicini’ al Cremlino. Anche a Berlino iniziano infatti a levarsi voci sempre più critiche rispetto al Nord Stream 2, e nei giorni scorsi un portavoce di Angela Merkel ha ammesso che la cancelliera a questo punto non esclude sanzioni economiche contro il gasdotto, visto oggi come uno strumento di potere di uno Stato, la Russia, la cui condotta suscita crescenti preoccupazioni.

Uno spiraglio, quello offerto dall’esecutivo tedesco, in cui ha subito provato a fare breccia la Polonia, principale oppositore dell’opera insieme agli USA.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha ammesso in un’intervista a Bloomberg di stare facendo pressioni sul Governo tedesco affinché siano introdotte sanzioni nei confronti del Nord Stream 2.

“Con i recenti sviluppi in Bielorussia, dove Putin ha apertamente minacciato un intervento, e quanto successo a Navalny, questa deve essere la chiamata finale per la Germania” ha detto Morawiecki. “La Russia deve essere condannata e devono esserci sanzioni dure nei suoi confronti”.

Non tutti però, a Berlino, sono di questo avviso. Il ministro dell’economia tedesco Peter Altmaier ha dichiarato in un talk-show televisivo che le circostanze della morte di Navalny sono ancora da chiarire e ha aggiunto che, pur non escludendo possibili sanzioni in futuro, spesso mantenere una linea di comunicazione aperta può portare a maggiori risultati. “Dobbiamo chiarire cosa cerchiamo di ottenere con delle sanzioni. Io non conosco nessun caso in cui sanzioni a Paesi come la Russia abbiano effettivamente generato una modifica dei comportamenti”.

Ancora difficile, quindi, capire su che linea d’azione intenderà muoversi la Germania, evidentemente animata da spinte contrapposte: da un lato l’interesse economico di poter avere maggiori quantitativi di gas naturale a costi competitivi, con il completamento del Nord Stream 2, e dall’altro l’aspirazione a prendere una posizione netta contro la politica aggressiva e spregiudicata di Mosca, andando a colpire l’aspetto a cui certamente Putin è più sensibile, ovvero l’export di gas.

 

Latest article

Tesmec: il calo del 2020 (causa Covid) rispetta le attese, portafoglio ordini in crescita

Il gruppo italiano Tesmec leader nel mercato delle tecnologie dedicate alle infrastrutture (reti aeree interrate e ferroviarie) per il trasporto di energia elettrica, di...

La Germania sta già studiando il ‘phase out’ del gas naturale dal settore del riscaldamento

La Germania dovrà prepararsi a dire addio al gas naturale per il riscaldamento molto presto, già entro pochi anni. Ne è convinto il Ministro tedesco...

Snam alla ricerca di una FSRU da installare al largo della Sardegna

Snam avrebbe avviato una ricerca di mercato, propedeutica all’avvio di una procedura di gara vera e propria prevista per il mese prossimo, per la...

A gennaio il 20% del gas arrivato in Italia col TAP è stato ri-esportato verso altri mercati

Da inizio anno il nuovo gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) è entrato in attività, consentendo all’Italia di importare gas dall’Azerbaijan ma rendendo anche il...

Italgas mette in esercizio altri 130 Km di rete in Sardegna

Italgas ha annunciato ieri l’avvio dei lavori di messa in esercizio di altri 130 chilometri circa di reti del gas ‘native digitali’ al servizio...