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giovedì, Luglio 29, 2021

Total e CNOOC firmano per costruire un nuovo oleodotto da 3,5 miliardi di dollari tra Uganda e Tanzania

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Dopo l’annuncio dello scorso febbraio da parte del Governo dell’Uganda riguardo al nuovo progetto per un oleodotto che dovrebbe collegare il Paese con la Tanzania, e quindi con l’Oceano Indiano, ora l’iniziativa ha assunto il carattere dell’ufficialità.

La major francese Total e quella cinese CNOOC hanno infatti firmato nei giorni scorsi un accordo con i Governi di Tanzania e Uganda relativo alla costruzione di un nuovo oleodotto da 3,5 miliardi di dollari, che servirà per trasportare il greggio estratto dai giacimenti ugandesi – nella cui gestione le due corporation sono subentrate lo scorso anno dopo l’uscita di scena della britannica Tullow – ed esportarlo sul mercato internazionale.

I firmatari dell’accordo hanno concordato – scrive la Reuters – “di avviare gli investimenti per la costruzione di un’infrastruttura per la produzione e il trasporto di petrolio”.

Nel dettaglio, sono stati siglati 3 diversi protocolli d’intesa: uno che prevede il permesso governativo per la realizzazione dell’oleodotto, un accordo relativo alle tariffe di trasporto e un ultimo accordo che riguarda invece l’assetto azionario della società di gestione della condotta.

La futura pipeline, che si chiamerà East African Crude Oil Pipeline (EACOP), sarà lunga 1.445 Km e collegherà i giacimenti dell’Albertine rift basin dell’Uganda, scoperti nel 2006 e contenti riserve stimate in 6 miliardi di barili di greggio, fino al porto di Tanga, sulla costa della Tanzania affacciata sull’Oceano Indiano.

Visto che il petrolio ugandese è molto viscoso, la condotta sarà dotata di un sistema di riscaldamento – il più lungo al mondo di questa tipologia, secondo Total – per aumentare la temperatura del greggio e renderlo più liquido, e quindi più facilmente trasportabile.

“E’ un progetto di grandi dimensioni, uno dei maggiori che abbiamo mai realizzato in questo continente” ha spiegato il CEO di Total Patrick Pouyanné, aggiungendo che per poter esportare il greggio ugandese sui mercati internazionali saranno necessari investimenti complessivi nell’ordine dei 10 miliardi di dollari.

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