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giovedì, Febbraio 25, 2021

UCRAINA, ESPLOSIONE DANNEGGIA UN GASDOTTO NEI PRESSI DI KIEV

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Una potente esplosione, verificatasi la scorsa notte nei pressi di Kiev, ha colpito una sezione della grande pipeline Kyiv-Western Ukraine-1 che trasporta il gas dai giacimenti nella parte orientale del Paese fino ai centri di stoccaggio che si trovano lungo il confine con l’Unione Europea.

OGTSU, la società statale ucraina che gestisce il network nazionale, è stata costretta a chiudere la porzione di condotta danneggiata, ma ha anche assicurato che il trasporto di metano russo verso l’Europa non verrà in alcun modo impattato.

L’esplosione, le cui cause non sono state al momento rese note, si è verificata poco dopo la mezzanotte nella cittadina di Chabany, colpendo una sezione di pipeline del diametro di un metro, ma senza causare ferimenti a persone.

OGTSU ha immediatamente chiuso e svuotato il tratto di condotta interessato, spiegando poi che i lavori di riparazione dureranno pochi giorni, ma che la porzione di tubo resterà inattiva per consentire la prosecuzione delle indagini sull’incidente, attualmente già in corso. Il flusso di gas è stato immediatamente dirottato su altre linee, per evitare un’interruzione del servizio.

“Non ci sono vittime e la fornitura del gas ai clienti e ai consumatori è stata immediatamente organizzata tramite altre pipeline. Questa situazione non impatterà in alcun modo sul transito del gas verso l’Unione Europea” ha dichiarato OGTSU in una nota.

L’Ucraina, che è il principale trasportatore del gas russo verso l’Europa, ha un vasto network di pipeline e di grandi depositi di stoccaggio situati proprio lungo i suoi confini occidentali, gestiti dalla società pubblica UkrTransGaz e in grado di contenere fino a 31 Bcm di gas naturale. Il 12 settembre, secondo la Reuters, questi depositi contenevano stoccaggi per 26,65 Bcm di gas, il 39% in più rispetto ai 19,19 Bcm dello stesso giorno dello scorso anno.

Nel periodo gennaio agosto di quest’anno, l’Ucraina ha spedito in Europa 34,8 Bcm di gas russo, il 42% in meno rispetto ai 59,6 Bcm del periodo gennaio-agosto 2019. Ovviamente a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus.

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