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giovedì, Febbraio 25, 2021

USA: con l’amministrazione Biden a rischio il maxi-progetto Keystone XL

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Il maxi progetto Keystone XL di TC Energy, che prevede la realizzazione di una pipeline lunga quasi 2.000 Km destinata a trasportare 830.000 barili di greggio al giorno dallo Stato canadese dell’Alberta fino al Midwest degli Stati Uniti, a fronte di un investimento complessivo di quasi 9 miliardi di dollari, potrebbe non vedere mai la luce.

L’opera, la cui realizzazione è stata discussa per oltre 10 anni e che l’amministrazione Trump aveva definitivamente autorizzato nel 2017a (dopo il no del predecessore Obama), potrebbe infatti subire un nuovo stop: secondo diverse fonti di stampa internazionale, tra i primi provvedimenti dell’agenda del neo-Presidente americano Joe Biden, che si insedierà domani (20 gennaio; ndr), ci sarebbe proprio il blocco dell’oleodotto Keystone XL.

La decisione sarebbe già presa e considerata urgente dal nuovo inquilino della Casa Bianca, tanto che – secondo un report della Canadian Broadcasting Corp (CBC) – la voce “rescissione del permesso per la pipeline Keystone XL” sarebbe compresa nell’elenco dei provvedimenti da adottare nel primo giorno di Presidenza effettiva. Biden peraltro aveva già annunciato in campagna elettorale che, se fosse stato eletto, avrebbe imposto un nuovo stop a questo progetto.

Diversa l’opinione del Governo canadese che, tramite il suo ambasciatore negli Stati Uniti Kirsten Hillman, ha confermato il sostegno all’oleodotto, dichiarando che “per gli USA non c’è un miglior partner del Canada sulle azioni contro il cambiamento climatico. Lavoreremo insieme per la transizione green”.

Inoltre, il premier dello stato canadese dell’Albera, da cui partirebbe la pipeline, ha dichiarato (su Twitter) che la cancellazione del progetto Keystone XL eliminerebbe posti di lavoro, indebolirebbe i rapporti tra USA e Canada e metterebbe a rischio la sicurezza energetica degli Stati Uniti rendendo il Paese sempre più dipendente dalle importazioni di petrolio prodotto dai membri dell’OPEC.

La costruzione dell’infrastruttura è già in fase avanzata in Canada e lo snodo sul confine è già pronto, mentre negli States TC Energy ha iniziato a realizzare le stazioni di pompaggio in ognuno deli Stati attraversati del percorso della condotta.

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